DOMANI VI ASPETTO SULL’USCIO DEL SECOLO…

Grazie.

Grazie a ciascuno di voi e anche per la marea di congratulazioni e felicitazioni che mi avete fatto pervenire per una nuova sfida che mi attende, sul campo professionale: la direzione del Secolo d’Italia, che assumerò fisicamente da domani mattina.

Ed è un po’ merito anche di tutti voi, sostenitori di questo blog con le mille e mille condivisioni degli articoli più cliccati.

Scorrono le immagini di tanti pezzi pubblicati; cominciammo ad agosto questa avventura dopo la chiusura immotivata del Giornale d’Italia. Sembravamo disperati, avevamo bisogno di uno spazio vitale per le nostre parole d’ordine. Cose che solo i sanguisuga non possono capire.

Questo blog avrà un’altra funzione, ovviamente, magari più statica, destinata diciamo ai fedelissimi, a quanti fa piacere leggere di me. Antonio Piu sta lavorando a un po’ di idee e ci stiamo confrontando in queste ore, pur sapendo come sarà totalizzante l’impegno nella redazione del Secolo d’Italia, ricca peraltro di belle professionalità che sto apprezzando giornalisticamente e umanamente.

In fondo sarà un legame che continuerà sulla rete, che sempre più diventa uno strumento formidabile di comunicazione per entrare laddove non vorrebbero consentircelo i signori e padroni della grande comunicazione di massa.

Un tempo bastava un taccuino e una macchina per scrivere; oggi l’I-Phone è il megafono, il volantino, il comizio che ti puoi guardare e riguardare, ascoltare e riascoltare da qualunque parte del mondo. Ciascuno sente il bisogno dell’altro anche se va in vacanza in chissà quale parte del mondo.

Ci si ritrova sempre.

E da domattina vi aspetto con il nostro giornale, il Secolo d’Italia, che abbiamo tirato fuori dalla tasca posteriore del pantalone e viaggia vorticosamente online. Perché ha già numeri di assoluto rilievo.

Vi chiederò di farlo crescere ancora di più, con diffusori bravi sulla rete per dare modo a tantissime persone di conoscerlo o di ritrovarlo. E gli uomini e le donne del blog sanno già come si vince questa battaglia durissima su internet.

Per quanto riguarda noi, voi e me, magari vi disturberò su whatsapp con l’editoriale del Secolo d’Italia o chissà quale diavoleria mi passerà per la testa. Ma nulla mi farà rinunciare a questo rapporto con voi e anche con quanti la pensano in maniera opposta.

La democrazia è cibo prezioso, e l’informazione la alimenta.

La nostra probabilmente sarà di parte; ne siamo e ne saremo orgogliosi convinti che sia la parte giusta. Ma non ci nascondiamo certo dietro finte indipendenze al servizio di editori interessati al loro fatturato imprenditoriale che non all’Italia.

Magari, il blog sarà utile anche a pubblicare le lettere più belle (quelle sincere, non quelle lecchine…) per raccontare le storie di ordinaria ingiustizia da far conoscere ad un pubblico più vasto.

Insomma, ne avremo ancora di cose da raccontarci.

Con la gioia di militare per la più bella delle idee, nel Paese più bello che c’è, nella Patria che amiamo.

Vi pare poco?

Ci sono molte puntate da vedere…

Francesco Storace