BIOGRAFIA

Francesco Storace (Cassino, 25 gennaio 1959) è un politico e giornalista italiano, direttore del Secolo d’Italia.

Nel corso della sua carriera politica, ha ricoperto gli incarichi di ministro della Salute, parlamentare e presidente della Regione Lazio.

Già da giovane inizia a intraprendere l’attività politica, impegnandosi nel sociale e avvicinandosi presto al mondo del giornalismo. Svolge la parte più significativa del suo lavoro di giornalista presso il quotidiano Secolo d’Italia, in cui percorre tutti i gradini, fino ad arrivare all’incarico di capo dei servizi parlamentari. Successivamente assume l’incarico di capoufficio stampa del Movimento Sociale Italiano e poi di Alleanza Nazionale.

Già da giovane inizia a intraprendere l’attività politica, impegnandosi nel sociale e avvicinandosi presto al mondo del giornalismo. Svolge la parte più significativa del suo lavoro di giornalista presso il quotidiano Secolo d’Italia, in cui percorre tutti i gradini, fino ad arrivare all’incarico di capo dei servizi parlamentari. Successivamente assume l’incarico di capoufficio stampa del Movimento Sociale Italiano e poi di Alleanza Nazionale.

Venne eletto alle elezioni del 16 aprile 2000 presidente della Regione Lazio ottenendo quasi un milione e mezzo di voti. Alla sua presidenza diede un’impronta basata su una stretta collaborazione con la Chiesa Romana, promulgando a esempio una legge sugli Oratori cattolici al fine di esaltarne la loro funzione educativa e sociale. L’impegno a lavorare col mondo cattolico fu da lui ribadito nella stesura del nuovo Statuto della Regione Lazio, in cui riconosceva come fulcro della società la famiglia fondata sul matrimonio; emendamento allora fortemente voluto da Olimpia Tarzia, consigliera regionale molto nota all’interno dell’ambiente cattolico romano.

Tra gli altri provvedimenti della sua giunta vi fu l’apertura dell’ospedale Sant’Andrea e di altri centri di cura; fu riavviata la sperimentazione del discusso metodo Di Bella contro i tumori (su cui il Consiglio Superiore di Sanità esprimerà alla fine un parere negativo), introducendo un rimborso dei farmaci per i pazienti meno abbienti; Storace promosse inoltre aiuti internazionali a medici e ospedali del terzo mondo, al fine di “globalizzare” la sanità per offrire livelli di eccellenza nelle zone più povere del pianeta (anche tramite vie telematiche), e per dare una risposta al fenomeno sociale dell’immigrazione. La sua gestione della sanità laziale ricevette gli elogi di Giulio Andreotti e di alcuni esponenti della curia vaticana. Storace stanziò anche sussidi per le famiglie regolarmente sposate in Chiesa o in Comune; questo atto suscitò alcune critiche da parte della sinistra che gli contestava di escludere dal provvedimento le coppie di fatto, critiche che egli giudicò infondate affermando che la sua legge serviva a contrastare la povertà, e di aver stanziato fondi anche per le ragazze madri ribadendo comunque di avere come obiettivo principale quello di aiutare i giovani a sposarsi.

Nel 2003 fa deliberare l’istituzione del giorno del ricordo, per commemorare le vittime italiane delle foibe jugoslave, e «superare vecchie divisioni e rancori nel ricordo di una delle persecuzioni più feroci compiute contro gli italiani»; insieme ad essa fu inserita la giornata di celebrazione per la proclamazione della Repubblica Romana del 1849, per «radicare nel Risorgimento quel complesso di valori e di principi universali che saranno poi trasfusi in tutte le costituzioni liberali».

Nel 2006 alle elezioni politiche del 2006 viene eletto senatore e, nel terzo governo Berlusconi, divenne Ministro della Salute. In qualità di ministro aumentò di 100 milioni i fondi per la ricerca sanitaria, guadagnandosi gli apprezzamenti dell’oncologo Umberto Veronesi. Tra gli altri provvedimenti, Storace fece sospendere la sperimentazione della pillola abortiva chiedendo il rispetto rigoroso delle procedure e delle indicazioni del Consiglio superiore di Sanità. La sua ordinanza suscitò reazioni critiche da parte della sinistra, mentre incontrò giudizi favorevoli presso ambienti cattolici.

Lascia AN nel luglio 2007 a causa dei contrasti con il leader del partito Gianfranco Fini. Infatti da parte del senatore venne fatta la dichiarazione secondo la quale, se Fini non avesse convocato il congresso nazionale di AN, lui si sarebbe tenuto pronto a fondare un nuovo soggetto politico: la scadenza di questo ultimatum venne fissata per il giugno del 2007. Il 30 maggio 2007 Storace annuncia le proprie dimissioni dall’Assemblea nazionale di AN. Il 3 luglio 2007, dato che il richiesto congresso nazionale non è stato convocato, Storace, con una lettera indirizzata a Daniele Marin, presidente del circolo di AN della Balduina, lascia definitivamente Alleanza Nazionale presentando una nuovo partito, La Destra. Il partito nasce per opporsi alle posizioni, a suo dire, troppo centriste di Gianfranco Fini. Aderiscono al movimento, tra gli altri, Teodoro Buontempo e Daniela Santanchè. Dopo aver fondato il nuovo soggetto politico si iscrive al Gruppo parlamentare Misto al Senato della Repubblica nella componente La Destra assieme ai senatori Stefano Losurdo e Stefano Morselli, provenienti entrambi dal Gruppo di Alleanza Nazionale.

Alle politiche del 2008, lo schieramento di Storace non ottiene seggi in Parlamento, poiché non supera gli sbarramenti del 4% alla Camera e dell’8% al Senato per le liste che corrono da sole. Alle successive comunali di Roma si candida Sindaco della Capitale per la Destra-Fiamma Tricolore di Alessandra Mussolini ottenendo il 3,3% decidendo di non sostenere il candidato di tutto il centrodestra, Gianni Alemanno.

Nel giugno 2008 Storace viene nominato presidente della commissione speciale per Roma-capitale.

Nel marzo 2010 sostiene la candidatura di Renata Polverini candidata del centrodestra alla Presidenza della Regione Lazio. La Destra in quella occasione riesce a raccogliere quasi 100.000 voti riuscendo ad eleggere 2 consiglieri risultando fondamentale per l’elezione della Polverini avvenuta per pochi voti. Storace diventa capogruppo de la Destra al Consiglio regionale del Lazio mentre il presidente del partito Teodoro Buontempo diventa Assessore regionale alla Casa nella Giunta Polverini.

Il 10 ottobre 2012 assume la direzione del quotidiano online Il Giornale d’Italia.

Il 29 dicembre ufficializza la sua candidatura alla presidenza della regione Lazio per le elezioni del 2013 con la formazione politica La Destra. Il 31 dicembre 2012 Silvio Berlusconi annuncia il sostegno del Pdl a Storace. Il 2 gennaio 2013 annuncia il possibile appoggio a Gianni Alemanno nella corsa al Campidoglio. Il 14 gennaio Silvio Berlusconi annuncia che Storace sarà il candidato di tutto il centrodestra alle elezioni regionali del Lazio che perderà con il 29,32% contro il candidato di centrosinistra Nicola Zingaretti (40,65%). Diviene quindi consigliere regionale e capogruppo del suo partito.

Per le elezioni politiche italiane del 2018 Storace propone pubblicamente due voti per Camera e Senato a Fratelli d’Italia e Lega.

Il 28 luglio, nonostante lo scioglimento de La Destra, si riunisce il comitato di gestione per notificare a Storace una delega precisa: nome e simbolo potranno essere disponibili esclusivamente per un cammino comune con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Il 21 novembre Storace stipula quindi un accordo federativo con la Meloni in vista delle elezioni europee e con l’obiettivo di dare vita a un movimento conservatore e sovranista alternativo alla Lega.

Il 23 gennaio 2019 viene nominato direttore del Secolo d’Italia al posto di Italo Bocchino.